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A rischio miglioramenti ambientali, monitoraggi e ripopolamenti faunistici

L’Atc Vt1 ha apprezzato la buona volontà dell’assessorato regionale all’Agricoltura, che  ha intavolato - contrariamente alle precedenti amministrazioni - con tutti gli Atc del Lazio un rapporto di sinergia e di collaborazione sui tanti argomenti che stanno a cuore al mondo venatorio. Con il passare del tempo, però, alle parole non sono seguiti i fatti. Abbiamo perso solo tempo.

Per prima cosa questo Atc vuole lanciare l’allarme per il mancato trasferimento degli incassi relativi alle tasse regionali del 2016 pagate dai cacciatori. Il mancato accredito previsto per legge degli storni dovuti, comporterà inevitabilmente il venir meno degli impegni sempre mantenuti nei riguardi degli agricoltori e degli ambientalisti. A rischio, quindi, per il 2018 miglioramenti ambientali, monitoraggi e ripopolamenti faunistici.

Non solo.

La mancata approvazione, da parte della Regione Lazio, del nuovo piano faunistico regionale - fermo ormai da anni - crea disagi considerevoli e non consente una corretta programmazione delle attività gestionali dell’Atc.

Altro elemento di forte criticità è la mancata pubblicazione del nuovo disciplinare della specie cinghiale. Su questo argomento tutti gli Atc del Lazio hanno prodotto un documento unitario che puntava a migliorare e rafforzare quello precedente, considerando le peculiarità di tutti i territori regionali. Questo documento, inviato all'assessorato il 6 aprile scorso e discusso anche in Comitato tecnico faunistico, è rimasto però sulla carta.

Solo pochi giorni fa, infatti, l’assessorato in questione ci ha inviato il “Testo definitivo”, che non tiene affatto conto dei miglioramenti da noi proposti. Anzi, snatura il provvedimento e appesantisce il sistema impegnando altro territorio con altre forme di caccia collettiva, a discapito di chi esercita altre forme di caccia. Chi su questo argomento, attraverso comunicati stampa, ha detto l’esatto contrario: “che l’assessorato ha presentato una sua proposta bisognosa di correzioni”, non sa quel che dice. Di certo in questo momento non abbiamo bisogno di parolai. Le sterili polemiche non servono a niente, dobbiamo tutti sostenerci per migliorare il territorio e l’attività venatoria.

Non vorrei tralasciare, infine, il problema relativo ai danni da cinghiale, che potrebbero essere ancora più gravi degli anni scorsi e che grazie al contributo delle squadre di braccata in questi ultimi anni si è riusciti a contenere. Infatti, il calendario venatorio regionale, in corso di pubblicazione, non prevede la caccia di selezione al cinghiale così come aveva annunciato solo pochi giorni fa l’assessore Hausmann. Inoltre, la sentenza della Corte Costituzionale 139 del 2017, di fatto toglie ai selecontrollori la possibilità di controllo della fauna selvatica nei periodi di silenzio venatorio.

Cosa intende fare la Regione Lazio?

Antonino Corsini - Presidente dell’Atc Vt1